Haiku

Le mani piene di molluschi
raggiante di gioia
chiama il suo amico

Molluschi-vari

Masaoka Shiki

Masaoka Shiki nasce il 14 ottobre 1867, ultimo anno dell’era Tokugawa, a Matsuyama, cittadina dell’isola di Shikoku.

Figlio di un padre alcolizzato che muore prematuramente, nonostante gli sforzi della madre, Shiki viene allevato dal nonno materno, Ohara Kanzan, samurai ed esimio letterato confuciano integralista, uomo fiero, integro e distaccato dalle cose materiali, e contrario all’occidentalizzazione del paese portata avanti dalla restaurazione Meiji.

A soli quattordici anni fonda un Club poetico “gli Amatori di Poesia” , studiando testi classici cinesi.

A sedici anni lascia la sua isola diretto a Tokyo, ospite del daimyo d’Hisamatsu. Qui ha modo di completare la scuola preparatoria in breve tempo ed è in questo contesto che si appassiona agli Haiku.

Conosce O’hara Kiji, discepolo di Baishitsu e benché si incontrino una sola volta, lo sentirà sempre come il suo unico maestro.

A soli 22 anni scopre di essere malato di tubercolosi, si assegna il nome Shiki, in onore del cuculo che si dice sputi sangue quando canta.

A 24 anni inizia a scrivere per il quotidiano “Nippon” e si prefigge lo scopo di leggere tutti gli Haiku scritti per poi creare una raccolta divisa per autore, stagione, e tema, oltre che a scrivere poesie.

Inseguirà Basho nei suoi pellegrinaggi poetici e scriverà diverse raccolte pubblicate sempre su Nippon, divenendo ben presto un critico accreditato e poeta stimato.

A partire dal 1894 inizierà la sua collaborazione con il pittore Nakamura Fusetsu che realizzerà le illustrazioni per le sue rubriche letterarie.

A luglio viene inviato al fronte della guerra Cino-Nipponica ma vi arriva poco dopo la firma dell’armistizio, tornerà provato dalla malattia.

Nel 1896 il medico gli comunica che la sua tubercolosi è divenuta spinale e ben presto si troverà inchiodato a letto, ma Shiki non molla e trova nelle piccole cose la gioia di vivere.

Continua a scrivere per Nippon e nel contempo gli amici fondano in suo onore Hototogisu, una rivista di Haiku che diventerà punto di riferimento per l’Haiuku moderno, diventando, nel 1900 una casa editrice.

Nonostante la malattia sempre più incalzante, a tratti, gli conceda qualche attimo di sollievo, Shiki, incessantemente scrive, poesie, tanka, raccolte; pressoché ogni cosa viene pubblicata su Nippon o da Hototogisu.

Quando la malattia ormai lo inchioda con atroci sofferenze alleviate solo dalla morfina, scrive “letto di un malato di sei piedi”, un haiku al giorno che racconta la sua malattia.

Il 19 settembre 1902, appena trentenne, muore lasciando di sè un’elevata opinione poetico-letteraria ed il ricordo verso la sua passione per i cachi.

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