Memories from Pietrasanta

Ciao a tutti, il week-end volge al termine, e per alcuni di noi è stato davvero ricco di soddisfazioni!

Come sapete questo week-end si è svolto a Pietrasanta uno stage di Aikido con il Maestro Nomoto Jun, VII Dan di Aikido ed alcuni di noi hanno avuto occasione di parteciparvi.

Appuntamento obbligatorio, gli stage di Nomoto-sensei si trasformano sempre in un grande momento di famiglia, così ho il desiderio di condividere qualcosa di questa bella energia con voi lettori e praticanti.

La Spedizione

Partiti di buon’ora, Veronica, Luca ed io giungiamo con grande anticipo a Pietrasanta, parcheggiata l’auto decidiamo per una pausa caffè.

Al bar incontriamo Marino Genovesi, responsabile del Dojo in compagnia di due ospiti d’eccezione, Otsuki-san IV dan e Takahide-san III Dan di Aikido, allievi di Nomoto-sensei, è davvero una piacevole sorpresa e subito iniziamo a familiarizzare con loro, sono davvero due persone simpatiche e ricche di buona energia, ci salutiamo e riproponiamo di rivederci e praticare assieme sul Tatami.

Nell’attesa prima dello stage, volti vecchi e nuovi dell’Aikido appaiono e i saluti si sprecano mentre i ricordi si intrecciano nel passato.

La lezione inizia, profondamente meditativa, respiri profondi, lunghi ed unificati e subito si incentra sui punti focali dell’allenamento, ovvero movimenti ampli, fluidi, leggeri, molto Ki No Nagare e, soprattutto, no forza!

Per certi versi, per me, è stato un po’ un ricominciare, in particolare praticando con i giapponesi ho avuto modo davvero di apprezzare uno stile leggero, tranquillo, debitamente misurato ed armonico, le leve precise ma mai dolorose, le tecniche mai abbozzate ma ricamate attorno a precisi e studiati giochi di anca e spalla.
Appare evidente come per ricercare una forma più appropriata ci si dovrebbe soffermare su una pratica priva di forza, fluida ed allo stesso tempo non compulsiva tipica degli occidentali, ovvero ricercando la perfezione in ogni movimento.

Il bastone applicato alle tecniche aiuta a farci capire dove e quando sfruttiamo la forza anziché un movimento appropriato, e sotto l’occhio vigile del maestro, nessuno passava inosservato.

Sempre ben accolti i “giochini” di Nomoto sensei come, ad esempio, gli esercizi mirati al raggiungimento di una concentrazione tale da ottenere il braccio che non si muove, così come le variazioni alle tecniche più comuni, sempre con un’occhio di riguardo alla corretta postura ed alle vie di fuga appropriate create tramite interessantissimi “giochi” di piedi.

Per comprendere appieno lo spirito che ha animato queste abbondanti tre ore bisognava venire allo stage, pertanto l’appuntamento è semplicemente rimandato al prossimo anno dove, con gioia, so di poter ritrovare vecchi amici di tatami e l’interessante pratica con Nomoto-sensei.

A Luca lascio l’onore di parlare su facebook delle sue impressioni legate in particolare alla lezione di domenica.

Voglio concludere ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile questo stage!

どうもありがとう

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